

Blog & News
La caratteristica dei giardini pensili è di essere sistemati dove sembrerebbe impossibile: sui tetti piani e in pendenza di case o capannoni aziendali, ma anche sull’asfalto e sopra il cemento armato. Una tecnologia finalizzata alla posa su superfici non direttamente a contatto con il suolo naturale, collocate su strati di supporto impermeabili. Già nell’antichità si realizzavano giardini pensili, quelli di Babilonia venivano considerati una delle 7 meraviglie fatte dall’uomo nel mondo antico. Ma abbiamo esempi virtuosi anche nel nostro passato come la Torre Guinigi a Lucca e il Palazzo Ducale a Mantova. Franco Scalzini, uno dei titolari di Manfrica, è il responsabile dell’attività riguardante i giardini pensili, eseguiti con la progettazione dell’agronoma paesaggista Luigina Giordani. “I giardini pensili – spiega Scalzini- possono essere di due tipi, estensivi o intensivi. I primi prevedono l’installazione del verde con manutenzione minima, i secondi invece la creazione di uno spazio vivibile. Esempi? Abbiamo fatto lavori che comprendevano la sistemazione di gazebo e persino la piscina idromassaggio. Pur con un terreno dallo spessore limitato possiamo inserire arbusti e alberi di grandi dimensioni, recentemente abbiamo messo a dimora una Carrubo dal peso di quasi 3 tonnellate”. Quali i lavori più importanti? “Sono tanti in tutta Italia. Restando in provincia di Macerata posso citare l’intervento ad Urbisaglia per le Cantine Murola, il più grande che abbiamo fatto a livello intensivo. Parliamo di 2400 mq e 600 mq di substrato. Ancora, i giardini del lussuoso hotel Interno Marche a Tolentino o Villa Anitori, elegante relais di Loro Piceno dove gli ospiti uscendo dalle loro camere sono già immersi in un giardino pensile. Qualche mese fa è stato inaugurato a Cupramontana l’Istituto Don Costantini – Bartolini, l’hanno chiamata la scuola a forma di aquilone e su 3200 mq, la metà esatti sono destinati ai giardini pensili. Mi piace ricordare l’intervento per gli uffici dei vivai Acciarri a Massignano. A San Leo abbiamo operato su un tetto inclinato e il verde è stato scelto in modo da essere in continuità architettonica con il paesaggio circostante. Abbiamo realizzato inoltre il tetto dell’Aula Magna della Facoltà di Economia a Urbino, in quest’ultimo caso abbiamo risolto i problemi legati all’infiltrazione d’acqua”. Da qualche anno questo tipo di intervento non è più solo per abbellimento o scopo decorativo. Gli e etti del cambiamento climatico e la necessità di incrementare il verde urbano in favore della sostenibilità ambientale, stanno portando ad un aumento delle richieste di lavori per sistemi di coperture? “Sì anche perché il giardino pensile migliora l’e icienza degli edifici. Sui tetti delle case o sopra i capannoni industriali consente di migliorarne l’isolamento e i Roof Gardens (anche sui terrazzi dei grattacieli) permettono sia di combattere l’inquinamento atmosferico che quello acustico. In più creano zone ombreggiate in città. Aggiungo che un giardino pensile con solo 8 cm di substrato può proteggere dalle grandinate più violente, meglio di un tradizionale tetto a coppi. I benefici dei giardini pensili – conclude Scalzini- potrebbero anche ridurre drasticamente le conseguenze di piogge molto intense, migliorando la gestione e lo smaltimento delle acque meteoriche”